Homo faber...homo infelix! Quando l'ipercontrollo ci rende infelici.

 

Lo ammetto. Sono una di quelle persone malate di ipercontrollo. Sono onesta e so riconoscerlo. Per questo non sarò mai una persona veramente felice(beh per questo e per 100000 altri motivi, ma iniziamo a prendere i problemi uno alla volta!)
NB L’intero articolo è basato sulle ricerche del Professor Raj Rughnathan della ISB)

Secondo molti studi di diverse università(addirittura l’Indian School of Business ha un corso dedicato alla Felicità all’interno della facoltà di Marketing) uno dei fattori che ci impedisce di essere veramente felici è proprio la mania di ipercontrollo.

Dicono gli psicologi che “la necessità di controllo sia in realtà un meccanismo di difesa che si attiva per una bassa autostima, una forte insicurezza e una bassa capacità di gestire le proprie emozioni: coloro che hanno la necessità di tenere ogni cosa sotto controllo sono persone perfezioniste, ma insicure.”

Ma ad ogni modo, senza sfociare in patologia, diciamo che l’eccessiva ricerca del controllo su ogni cosa, ci rende evidentemente persone infelici, poichè molti dei fattori che governano la nostra vita, sono fuori dal nostro controllo. Eppure non ci si arrende all’evidenza dei fatti, non riusciamo a farcene una ragione e ci facciamo assalire da ansia, rabbia, frustrazione.

E questo meccanismo non si attiva solo nei confronti di altre persone ma vorremmo avere anche il controllo sul tempo, sul lavoro, sul traffico, sul giorno e la notte… ma per tutto questo nemmeno Alexa, Google o Siri ci possono aiutare! Insomma non basta dire “Ok Google” per far smettere la pioggia che devo uscire a correre, o “Hei Siri” per far smettere di piangere il bambino!

Sempre gli stessi studi però riportano anche che avere il controllo su aspetti della vita (anche futili o nocivi come decidere di fumare o bere) ha numerosi benefici per il nostro organismo, e ci aiuta a raggiungere obiettivi lavorativi e personali molto più alti rispetto alla media.

Quindi quale è il limite tra la frustrazione e la felicità?

E soprattutto quando l’ipercontrollo ci rende infelici?
A questa domanda rispondo subito! Avete presente quando vi dicono di fare qualcosa e voi dite Gne gne gne e fate esattamente l’opposto? Chi ha un figlio adolescente o un gatto in casa ha capito perfettamente di cosa parlo,anche se il gatto lo fa semplicemente ignorandovi senza dire Gne gne gne…
Ecco questa cosa in psicologia si chiama Reattanza psicologica (anche se GneGneGnesi stava bene uguale). Pertanto potrebbe succedere che per quanto sensate e logiche vi possano sembrare le vostre richieste il vostro interlocutore faccia esattamente l’opposto.

Questo non solo può portare a rovinare i rapporti con le persone che vi circondano, ma può aumentare la vostra rabbia e frustrazione, ritornando quindi al punto iniziale, ovvero che la vostra felicità diminuisce.

Per non parlare delle difficoltà che si incontrano quando a voler controllare non sono le persone ma gli agenti atmosferici o la vita stessa. Alcune cose(come i capelli di Donald Trump) sono incontrollabili!

Ma torniamo alla prima domanda. Quale è il limite tra una sana ambizione,ricerca di dare ordine, senso alla nostra vita, essere dei perfezionisti, amare i dettagli e essere affetti da ipercontrollo?

A questo riguardo sono stati elaborati due test: lo psicologo californiano(st Clara university)Burger ha elaborato la Scale of diserability control(ovvero del controllo desiderato) e l’altra si chiama Maximizer scale(o scala dell’ottimizzazione).

Siete curiosi di sapere se siete maniaci del controllo? Beh questo è un test che non vi potete perdere!!Fatemi sapere il vostro risultato!


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