Wu Wei: essere o non essere? Questo è il problema...

Non è stato Hamlet il primo a porsi questa domanda, ma già troviamo nel Taoismo questo importante precetto: il Wu Wei , ovvero come capire quando agire e quando no.
Il concetto, presente in una certa forma anche nel Bhagavad gita (la “bibbia” per gli yogi), sta alla base di molte filosofie antiche.

In particolare si parla di wei wu wei cioè Agire senza Agire o Agire senza sforzo. Questa teoria viene spesso associata all’immagine dell’acqua, che scorre e senza cambiare il suo moto, erode la roccia, si infila anche negli spazi più stretti o occupa gli spazi più enormi, dimostrando la sua resilienza ma anche la sua forza e tenacia senza mai alterare il suo essere in perfetto equilibrio con la natura, senza alcuno sforzo.

“Trenta raggi convergono sul mozzo, ma è il foro centrale che rende utile la ruota.
Plasmiamo la creta per formare un recipiente, ma è il vuoto centrale che rende utile un recipiente.
Ritagliamo porte e finestre nella pareti di una stanza: sono queste aperture che rendono utile una stanza.
Perciò il pieno ha una sua funzione, ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.”(Laonzi, Dao De Jing, III sec AC)

In un epoca storica cosi complessa e travagliata come quella in cui stiamo vivendo, immersi nello stress, sovrastimolati dalla tecnologia, oberati dal lavoro, lontani dalla natura e del vivere in modo semplice e in equilibrio con il resto del creato, cerchiamo di capire cosa ci può insegnare nel 21esimo secolo il Wu Wei.
Proviamo a vedere insieme come risanare la nostra mente e vivere in armonia con la natura e il cosmo senza farci affligere da uno stile di vita che naturalmente non ci appartiene.

Il principio del Wu wei: sii te stesso

Spesso questi testi antichi, letti in chiave moderna possono essere fraintesi o male interpretati. Wu wei non vuole dire “Fin che la barca va…”, ovvero non ci dice di lasciare che le cose vadano come vadano senza interessarci del risultato.
Se diamo inizio a una azione con la giusta intenzione e in armonia con quello che ci circonda scopriremo che ci sono alcune azioni degne di essere intraprese, mentre altre ci faranno solo perdere energia e tempo. E una volta dato il via a una azione? Che si fa? Secondo il Taoismo ci si siete in riva al fiume e si aspetta che la natura faccia il suo corso.
In pratica il Wu Wei ci chiedere di essere le dita che danno la prima schicchera alle palle di Newton e poi rimaniamo nell’attesa che la natura segua il corso e che le nostre azioni abbiano effetto, in perfetta armonia con le leggi naturali.
Questo ricorda le leggi del Karma, in cui a ogni azione corrisponde una retroazione. Il Karma si genera quando forziamo o andiamo contro il flusso delle cose, contro l’armonia dell’universo e del cosmo. Entrare in sintonia con ciò che ci circonda, eliminamo il Karma, diventiamo un tutt’uno con il resto.

Molto spesso pensiamo troppo e i problemi che riteniamo di avere li crea la nostra mente, cosi ci complichiamo la vita. Imparare a scegliere le nostre battaglie ci aiuta a risparmiare le energie per quando dobbiamo entrare in guerra.

Il Wu Wei ci chiede solo di essere noi stessi. Di non sforzarci per apparire, per raggiungere obiettivi che non sono nella nostra natura, di capire quali sono le nostre attitudini e lasciarle sbocciare senza sforzo, come farebbe un fiore in natura.

 

 

 


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