Personali riflessioni sulla ricerca dell’amore e della felicitá

Da piccola piccola(al massimo avrò avuto 8 anni) mi ricordo che una volta dissi a mia mamma: Mamma da grande voglio trovare un uomo ricco che mi mantenga. Lei da donna coltissima di sinistra mi fece una supercazzola sull’indipendenza femminile e su come fosse sbagliata la mia idea.

Nn so da cosa avevo partorito questo pensiero, ma dimostravo piu pragmatismo allora che oggi. E mia mamma continua a fare la donna di sinistra cucinando da 40 anni per mio padre. Senza nemmeno farsi mantenere.

so che ora voi tirerete fuori la storia del maschilismo e femminismo e l’evoluzione el’indipendenza. Ma ognuno ha il suo concetto di essere felice. E a volte si parla piu per invidia o luoghi comuni, o perbenismo piú che personale convinzione.

Ti piacerebbe svegliarti quando vuoi, comprarti quello che vuoi e viaggiare dove vuoi quando e come vuoi? Se dici no, ti do il numero di uno bravo che ti registri il chip.

E comunque a 20 anni stavo con un fotomodello straricco che mi adorava. Perchè a 20 anni l’amore per me era minchia quanto sei figo e minchia che bella macchina e moto !

Poi ai 25anni il futuro lo immaginavo da donna in carriera in qualche societá facendo un sacco di soldi. A 28anni guadagnavo un fottigliardo come IT in una multinazionale, sempre al telefono e sempre di corsa e sempre agli ordini, lavoravo anche in universitá e avevo lasciato il modello per un uomo intelligente e complesso. Vivevamo in una bella casa con tutte le cazzate che ci veniva in mente di comprare. Perchè a 25 anni vabbè essere belli, ma la vita da gotici tormentati e intelligenti quanto ti affascina!

A 30 anni il futuro lo immaginavo come freelance con la possibilitá di gestire il mio tempo, di essere io la capa di me stessa e preferivo viaggiare a stare in una azienda.

A 35 anni anni, e un periodo complesso emotivamente,un carcinoma all’utero e la mia amica di tutta la vita sotto terra, il futuro diventa non sprecare la vita dietro a un pc lavorare a tempo pieno per quello che era sempre stato un hobby. Lavorare e essere felice di quello che fai. Lavorare e avere gratificazioni emotive  piú che economiche. Perchè dai 30 anni inizi a capire che alla fine se non hai tempo dei soldi…cazzo te ne fai? La pensione è lontana e nessuno è mai morto pentendosi di aver lavorato troppo poco.

A 37 anni il futuro é andare in un nuovo paese, nuove esperienze, magari ricominciare. La felicitá é sapere di sapercela fare. Ovunque. E con le proprie forze. Perchè più passa il tempo più ti accorgi che il tempo passa e scelte drastiche ora o mai più.

A 40 anni e un periodo storicamente devastante, emotivamente peggio e economicamente con una regressione che nn si vedeva dal crollo di wall street, quello che piu desidero é una vita normale. Banale. Tranquilla. Trasparente.
Quella vita che ho sempre aborrito, evitato, disprezzato. Voglio la fiera delle banalità. Una vita radente la noia. Un abisso di calma piatta.

Nella mia vita tutti gli obiettivi che mi ero prefissa li ho reggiunti, vissuti e scartati per nuovi obiettivi. Ora come nn mai spero di raggiungere questo nuovo obiettivo che mi conduca alla noia e alla banalitá di una vita senza troppe aspettative. Perché a 40 anni la felicitá é nn soffrire troppo e se il prezzo per non soffrire troppo é nn gioire troppo va bene.

A 40 anni la vita é alzarsi la mattina senza ansia, senza tristezza, senza aspettative ma prendendo quello che viene. sperando di nn morire sola e avendo un aiuto che ti sostenga.
e se cosi nn é almeno avere abbastanza gatti per ricordarti la bellezza di questo mondo. E un alpaca. Perchè siamo sinceri. Tutti saremmo più felici con un’alpaca.


Categories: Blog