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Mindfulness: trova la tua calma e consapevolezza

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Batman e Jocker. Superman e la criptonite. Io e la calma.
E abbiamo appena visto il concetto di nemesi. O antitesi. O “cose che non c’entrano un piffero”.

Eppure. Eppure… a volte gli opposti si attraggono!
Così conscia dei miei limiti, sto cercando di approfondire il concetto di mindfulness.

Cosa e’ la mindfulness?

«La mindfulness – spiega Saki Santorelli, uno dei primi a portare in occidente questa antica pratica orientale, risalente a circa 2500 anni fa dal buddismo theravada – è la consapevolezza che nasce dal prestare attenzione al momento presente, intenzionalmente e senza giudicare. Consapevolezza non è sinonimo di rilassamento e non è nemmeno una filosofia: è un modo di essere che implica lo stare costantemente in relazione con se stessi e con il mondo e l’accettare quello che c’è, sia che si tratti di disagio, di sofferenza, di passione o di piacere»

Come spiegavo nel mio articolo Carpe diem di qualche settimana fa, siamo tutti concentrati sul nostro passato o futuro, ma assolutamente distratti sul nostro presente. Abbiamo la capacità di concentrazione di un cane che gioca in un prato pieno di fiori, insetti,  piante, il padrone che gli lancia la palla e una ciotola di croccantini. Troppi stimoli ci deconcentrano (la notifica facebook, qualcuno ha commentato il nostro post su IG, suona il cellulare, il telefono di casa, dell’ufficio, suona la sveglia, devo fare la spesa, la routine quotidiana… e poi ci dimentichiamo i figli in auto).

La mindfulness ci aiuta solo a imparare a concentrarci su noi stessi, sul nostro “dentro”, sul nostro respiro, le nostre sensazioni, i nostri pensieri e il modo in cui guardarli per non entrare in processi di stress, ansia, loop mentali e paure.
Per chi come me è nuovo a questa disciplina la cosa più difficile risulta sicuramente non fare divagare la mente. Ogni volta che ciò succede basta riaccompagnarla gentilmente a riconcentrarsi su noi stessi, sul respiro e sul nostro corpo.
Ci insegna a giudicare meno, soprattutto noi stessi. Ci insegna a essere più indulgenti e comprensivi.

L’idiogramma cinese per “mindfulness” è “nian” (念) che è la combinazione di due caratteri diversi, ognuno dei quali ha il suo significato. La parte superiore dell’idiogramma significa “adesso”, mentre la parte inferiore significa “cuore” o “mente”. Letteralmente l’idiogramma completo indica l’atto di vivere il momento presente con il cuore.

Però attenzione! La meditazione non serve a eliminare i brutti pensieri, a cancellarli, o farci essere passivi di fronte ad essi accettando supinamente una situazione difficile. La meditazione serve a migliorare il nostro rapporto coi nostri pensieri, sensazioni e emozioni. A migliorare il modo di accettarli e viverli, trovando una via per superarli e trarne insegnamento.

Perchè iniziare?

Non c’è un vero motivo in realtà per NON iniziare! La meditazione dovrebbe essere insegnata a chiunque. I benefici sono:

  • una maggiore capacità di padroneggiare le situazioni difficili della vita,
  • un maggiore potere di gestione dei conflitti e dei problemi ordinari e straordinari,
  • un incremento dell’accettazione e della pazienza nei confronti del proprio stato di malattia o delle proprie infermità psicologiche e fisiche,
  • una nuova capacità della mente di sostituire le emozioni distruttive, che portano ansia e depressione, con modi di essere più costruttivi, che promuovono l’equanimità, l’amore e la saggezza.

La pratica costante della mindfulness si è infatti dimostrata efficace nella riduzione dello stress e delle patologie ad esso correlate, nel sollievo di sintomi fisici connessi a malattie organiche e, in generale, nella promozione di profondi e positivi cambiamenti dell’atteggiamento, del comportamento e della percezione di sè stessi, degli altri e del mondo.

Come si inizia?

La prima cosa per iniziare il nostro percorso con la mindfulness è porre attenzione  a quattro elementi: il proprio corpo, le proprie percezioni sensoriali (fisiologiche, fisiche e psicologiche appartenenti agli ampi domini del piacevole, spiacevole, misto e neutro), le formazioni  mentali (ad es. la rabbia, il dolore o la compassione) e gli oggetti della mente (ogni formazione mentale ha un oggetto, si è arrabbiati con qualcuno e per qualcosa ecc…)

Partiamo dal respiro. Mantenere l’intensa consapevolezza delle sensazioni che accompagnano il respiro in ogni punto del corpo (narici, petto o pancia..), momento dopo momento.

Secondo step: il body scan. La tecnica prende spunto da un’antichissima pratica yogica: lo yoga nidra. Una analisi accurata di ogni sensazione, tensione, dolore derivanti da ogni parte del nostro corpo per portare maggiore consapevolezza dentro di noi.

Infine sii gentile con la tua mente. Ogni volta che la troverai distratta e vagante in qualche pensiero lontano, riaccompagnala con gentilezza “a casa”.

Un buon inizio è leggere qualche libro a riguardo come per esempio Metodo mindfulness. 56 giorni alla felicità, dove si iniziano ad apprendere le tecniche base grazie anche agli audio disponibili, ma come sempre la risposta migliore è sempre una: YOGA 🙂

Lo Yoga, in particolare lo Yoga Nidra è un ottimo metodo per approcciare alla meditazione.

 

Mindfulness e tecnologia: se sei nerd inside

E si in effetti una cosa come la meditazione e introspezione, poco si sposa con il concetto di tecnologia. Il fatto di usare un cellulare o uno strumento elettronico fa un pò rabbrividire i praticanti.
Ma nessuno meglio di me sa quanto la vita da nerd circondati da tecnologie ci porti ad esserne dipendente, quindi paradossalmente magari proprio grazie alla tecnologia possiamo imparare a “disintossicarci” e a arrivare a un percorso più ampio e complesso che regali molti benefici alla nostra mente.
Io sono dell’idea che l’importante è arrivarci alle cose, anche per gradi, anche con metodi alternativi, inconsueti, poco ortodossi, e che non siamo nati tutti Pattabhi Jois o Buddah, quindi vi giro qualcosa che a me ha aiutato a iniziare.

Headspace

Una app veramente notevole. Molti i percorsi gratuiti, per apprendere almeno l’ABC, il resto dell’app funziona ad abbonamento. Un pò cara. Ma c’è del gran lavoro dietro. Animazioni, filmati esplicativi e voci guida per migliorare la propria pratica quotidiana. I personaggi delle animazioni sono adorabili. Presente una sezione interamente dedicata anche alla meditazione per i più piccoli.

Pause e Sway

Due app basate sul tai chi e la mindfulness, utilizzano suoni e gestualità volte a calmare la mente e distendere dallo stress. Sul sito trovate tutta la scienza e lo studio che ci sta dietro e il team che ci lavora comprende ricercatori e università.

Sprire, WellBe, SmartMat e Prana… 

Ecco qui un articolo dedicato a tutti i wearable “mai più senza” per iniziare la meditazione da vero nerd! 🙂 Come conclude persino chi ha scritto l’articolo, nessuno di questi oggettini è veramente indispensabile… ma dai siamo sinceri… COME FARE SENZA?? Se non mi fossi autolimitata le spese su Amazon sarebbero già tutti miei! Però se non sapete che regalarmi…

Per maggiori info si può anche visionare questa pagina che contiene una breve guida introduttiva.

 

Conclusioni

No, raga no, ve lo giuro che da domani non sarò più zen. Continuerò a inca**** come prima per le cose che mi danno fastidio, continuerò a lottare per le cose in cui credo e di sicuro non a breve smetterò di ammorbarvi con le mie ansie. 37 anni di essere così non c’è mindfulness che tenga! MA sicuramente sto iniziando un percorso per vivere meglio con me stessa. Le vie a cui mi porterà sono così ampie che non riesco nemmeno a prevederle.

La vera conclusione è che a volte iniziare un percorso non è solo un inizio, ma è un miglioramento, una crescita, un cambiamento. Non è detto che ci porterà lontano. Magari ci fa solo fare un giro e poi ci riporta al punto di partenza. Ma sicuramente imparare ad avere maggior contatto con noi stessi e una visione più consapevole e profonda dei nostri stati d’animo, insegnando a non giudicare e non giudicarci,  male non ci può fare.